Gli ulivi hanno molti anni e molte vite. Molti di loro sono stati bruciati nel tempo dagli incendi, ma ogni volta nuovi germogli sono ridiventati fusti e tronchi.

La densità di impianto è di circa 250 piante a ettaro, le varietà prevalenti Salella (in questa zona detta Marrella) e Rotondella, cultivar essenziali per fare un vero olio extravergine del Cilento. C’è anche una varietà che chiamano Sanghenara, non so se nel senso di “san Gennaro” o, più probabilmente, nel senso di sanguinaria, perché macchia le mani di un rosso violaceo color del sangue.

La coltivazione è attualmente in regime di conversione biologica.

La raccolta avviene con l’ausilio di pettini vibranti fra metà ottobre e fine novembre.
Le olive raccolte vengono lavorate ogni giorno, entro le 24 ore.
La frangitura viene effettuata in un frantoio con un sistema di estrazione a ciclo continuo a due fasi Alfa Laval,
con temperatura controllata al di sotto dei 27° centigradi.
L’olio extravergine viene confezionato in bottiglie da 500, 750ml e in lattine da 5 litri.
È un fruttato medio leggero, con sentori di erba fresca e un retrogusto piccante.