“… oltre ai templi e alla filosofia, i Greci hanno lasciato una vite a bacca rossa.
Era uva ellenica e nel tempo è diventata aglianico.”

Non vengono aggiunti solfiti né lieviti selezionati.
Non vengono fatte filtrazioni ma solo una sgrossatura con cartucce da 5 micron.
La malolattica avviene spontaneamente in legno.

Anche se il carattere di fondo è sempre lo stesso, cerchiamo di seguire e di interpretare le differenti annate.

Rosso del Ciglio 2016

Il 2016 ha rubato la primavera al 2013 e l’estate al ’15. Un’annata leggiadra, allegra, semplice e tosta come il rock’n’roll di Iggy Pop. E come lui invecchia bene. Purtroppo, se i dischi si possono ristampare, i vini no. Una volta finiti, resta solo il ricordo. Per chi ce l’ha ancora (questa scheda esce con notevole e deplorevole ritardo), consiglio di assaporarlo con calma, con qualsiasi cosa da mangiare e con un pezzo a scelta dell’Iguana.

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Primalaterra 2014

Un’annata molto piovosa, anche in fase di vendemmia, che ci ha permesso di confrontarci con un grado alcolico di poco più basso, ma con la struttura intatta. Il Primalaterra del 2014 si è vestito di seta e petali di rosa, regalando un’apparente leggerezza che invita a dissetarsi. Equilibrato e soave, si abbina bene con le sere di primavera e con le produzioni della Motown.

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plt

Primalaterra 2015

In primavera piogge a ripetizione, e in estate botte di calore a luglio. Un agosto con belle escursioni termiche e un settembre di fuoco hanno contribuito ad un’annata molto faticata le cui dinamiche si ritrovano nel frutto intenso e nei tannini indomabili. Abbinamento consigliato: Nina Simone e risotto ai funghi porcini nelle sere d’inverno, pasta alla siciliana, peperoni ripieni e Malibù di Anderson Paak da pasqua in poi.

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