Una vigna e un uliveto reimpiantati agli inizi del duemila, una casa antica ristrutturata con una cantina naturale resa funzionale.

Bianco del Ciglio

2024

Bianco del Ciglio 2024

Paestum Bianco IGP

Credo che l’origine sia alla base dell’originalità, e l’originalità sia indispensabile per la biodiversità che è la nostra unica possibilità di salvezza. Quindi il mio bianco ha origine nel vitigno e nella mia vigna, dove nel 2018 finalmente decido di piantare viti a bacca bianca per un vino che sia un corpo unico, naturale conseguenza dell’uvaggio scelto. E quindi Fiano per lo scheletro, la struttura portante; Falanghina a fare da polpa e carne, e Malvasia per la pelle e i profumi. Come per gli altri miei vini, non è facilmente replicabile; ogni annata riserva sorprese; il tempo e l’aria non fanno danni.

Questa 24: una materia come ciccia leggera, saporita e leggiadra, che accompagna benissimo sia pesce che formaggi, e se fosse musica potrebbe essere This is the day di The The, creatura pop di Matt Johnson.

(The The, Soul Mining, Some Bizzarre/Epic 1983)

Vitigno Fiano (50%) Falanghina (30%) Malvasia (20%)

Portainnesti Paulsen 775

Certificazione Paestum Bianco IGP

Vigna Vigna del Ciglio, Comune di Rutino, foglio 12 particelle 24,49

Esposizione Sud

Altezza 250m/slm

Terreno Flisch cilentano argilloso calcareo di medio impasto

Pressatura A grappolo intero

Raccolta Manuale

Epoca vendemmia Fine agosto

Fermentazione Spontanea

Macerazione 8 giorni in acciaio

Lieviti No

Affinamento Anfora/Acciaio

Tappo Agglomerato birondellato

Produzione ~ 1000 bottiglie

a

SERVIZIO

Temperatura di servizio 8°

a

VALORI ANALITICI

Alcol 12%
Estratto secco totale 23,7 g/l
Acidità totale (acido tartarico) 5.30 g/l
Ph 3,94
Maiolattica svolta
Solforosa totale meno di 10mg/l (esentato dall’obbligo di riportare in etichetta “Contiene solfiti”)

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